<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><metadata xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"  xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/"><dc:title xml:lang="it">REPERTI ARCHEOZOOLOGICI</dc:title><dc:identifier>http://vastlab.apps-1and1.net/thesaurus/ra/vocab/?tema=1107</dc:identifier><dc:language>it</dc:language><dc:publisher xml:lang="it">ICCU</dc:publisher><dcterms:created>2015-04-08 18:06:45</dcterms:created><dcterms:isPartOf xsi:type="dcterms:URI">http://vastlab.apps-1and1.net/thesaurus/ra/vocab/</dcterms:isPartOf><dcterms:isPartOf xml:lang="it">Thesaurus RA - Strumenti terminologici Scheda RA Reperti Archeologici</dcterms:isPartOf><dc:format>text/html</dc:format> <dc:description xml:lang="it"><![CDATA[ In epoca romana, destinata al trasporto di persone. Usata dapprima da generali, feriti e malati, sul campo di battaglia, la lettiga fu adoperata in seguito per brevi percorsi soprattutto in città dove era proibita la circolazione dei mezzi trainati da animali. È in sostanza un letto coperto da un baldacchino per proteggerre dal sole e dalle intemperie, al quale sono state aggiunte due stanghe laterali per sollevarlo e trasportarlo. L'intelaiatura del letto vero e proprio si chiamava torus o pulvinus e un materasso di piccole dimensioni detto culcita era appoggiato sul piano del letto. I piedi su cui poggiava la lettiga erano formati da aste di ferro sottili rivestite da anelli di bronzo variamente sagomati.Sui lati lunghi del letto c'erano da quattro a sei anelli entro i quali si facevano passare le stanghe cilindriche, dette asseres, di legno che servivano per il trasporto della lettiga sostenuta dalle spalle dei portatori [da, AICIS notizie, n. 1, 2000, a cura di Stefania Sofra] - Latino, lectica. ]]></dc:description></metadata>